Un apparecchio che dorme quasi tutto il giorno
Uno smartwatch di solito va messo in carica ogni uno o due giorni. Un braccialetto senza schermo come il DuckDik Sense può durare fino a 45 giorni con una sola carica. Il trucco non è una batteria magica, ma un'idea molto semplice: un dispositivo che passa la maggior parte del tempo addormentato e si sveglia solo lo stretto necessario per misurare e salvare ciò che ha misurato.
Per capirlo, pensa alla batteria come a un piccolo salvadanaio. Quello che conta non è tanto la sua dimensione, quanto il numero di monete che scappano via ogni minuto. In un dispositivo indossabile ci sono quattro grandi vie di fuga dell'energia: lo schermo, il processore (il «cervello» che fa i calcoli), la radio che parla con il telefono e il sensore di luce che misura il battito. Un braccialetto a lunga durata chiude la prima e restringe le altre tre.
Lo schermo, il grande divoratore
Nel 2017 un gruppo di ricercatori ha seguito per 106 giorni 27 persone che usavano uno smartwatch nella vita di tutti i giorni e ha misurato dove finiva l'energia. Lo schermo se ne prendeva circa il 30%, quasi quanto il processore. E pensare che l'orologio era completamente «sveglio», con lo schermo alla massima luminosità, solo il 2% del tempo.
Perché qualcosa di così piccolo consuma tanto? Perché uno schermo è fatto di migliaia di punti luminosi che vanno accesi e ridisegnati molte volte al secondo, e perché ogni volta che guardi l'ora il processore deve svegliarsi per disegnare l'immagine. Senza schermo quel consumo sparisce e il processore ha molti meno motivi per svegliarsi.
Una luce che lampeggia invece di restare accesa
Il sensore che misura il battito funziona con la luce: alcuni LED illuminano la pelle e un piccolo occhio elettronico misura quanta luce torna indietro (ne abbiamo parlato in Battito con la luce). La cosa curiosa è che quella luce non resta accesa tutto il tempo. Lampeggia con lampi brevissimi, molte volte al secondo, e il sensore «guarda» solo durante quei lampi.
Inoltre, molti braccialetti adattano il ritmo delle misurazioni a quello che stai facendo: sul divano non serve misurare con la stessa intensità che a metà di una corsa.
Un Bluetooth che parla ogni tanto
Il braccialetto non sta «al telefono» con il tuo smartphone tutto il giorno. Usa il Bluetooth a basso consumo, un sistema pensato proprio perché i due dispositivi si diano appuntamento in momenti precisi, si scambino pochi dati e tornino a dormire. Secondo lo standard, questi appuntamenti possono ripetersi da ogni 7,5 millisecondi fino a ogni 4 secondi, e se non c'è niente di nuovo da comunicare il braccialetto può saltarne qualcuno.
Tra un appuntamento e l'altro, un tipico chip Bluetooth può scendere a un consumo di circa un microampere, un milionesimo di ampere. È come due amici che, invece di passare la giornata a chiacchierare, si vedono per un secondo ogni tanto per aggiornarsi. Per questo è normale che questi braccialetti salvino le misurazioni nella loro memoria e le inviino a blocchi.
Il polso raccoglie, il telefono pensa
L'altra grande chiave è dividersi il lavoro. Interpretare le fasi del sonno, lo stress o il recupero richiede molti calcoli. Invece di farlo al polso, con una batteria minuscola, lo si fa sul telefono, che ha una batteria molte volte più grande e comunque si ricarica ogni giorno. I segnali grezzi restano sul telefono; l'account sincronizza valori già riassunti su server nell'UE.
Perché caricare meno fa bene anche alla batteria
C'è un effetto collaterale curioso. Le batterie al litio invecchiano, in parte, a ogni ciclo di carica. Se ricarichi un dispositivo ogni giorno, in un anno arrivi a circa 365 ricariche; con un'autonomia di 45 giorni, appena 8 circa. Meno cicli di solito significano una batteria che perde capacità più lentamente, anche se pure il passare del tempo e il calore hanno il loro peso.
L'autonomia reale dipende da come si usa il braccialetto. Misurare l'ossigeno nel sangue tutta la notte, registrare lunghi allenamenti con battito continuo o ricevere molte vibrazioni di notifica fa svuotare prima il salvadanaio. E il freddo intenso riduce temporaneamente l'energia che una batteria al litio può erogare, quindi durante un'escursione invernale è normale vedere la percentuale scendere un po' più in fretta.
Domande frequenti
Perché un braccialetto senza schermo dura più di uno smartwatch?
Perché lo schermo è uno dei componenti che consumano più energia e, senza schermo, anche il processore si sveglia molto meno. In uno studio sugli smartwatch, lo schermo si prendeva circa il 30% dell'energia.
Il Bluetooth consuma molta batteria in un braccialetto?
Poco. Con il Bluetooth a basso consumo braccialetto e telefono comunicano in brevi appuntamenti e poi tornano a dormire; tra un appuntamento e l'altro il chip consuma nell'ordine di un microampere.
Cosa fa durare meno la batteria del braccialetto?
Misurare l'ossigeno tutta la notte, registrare lunghi allenamenti con battito continuo, ricevere molte vibrazioni di notifica e il freddo intenso, che riduce temporaneamente l'energia erogata dalla batteria.
Caricare meno spesso allunga la vita della batteria?
Di solito aiuta: le batterie al litio invecchiano in parte a ogni ciclo di carica. Ricaricare circa 8 volte l'anno invece di 365 riduce molto i cicli, anche se pure il tempo e il calore hanno il loro peso.
DuckDik è un prodotto per il benessere. Non è un dispositivo medico, non diagnostica e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. In caso di sintomi, consulta il tuo medico.



