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Cambio ora 2026: quella notte 26 minuti di sonno in meno

La notte del cambio abbiamo dormito 26 min in meno di un sabato normale. Dati di 21.941 notti in cinque paesi su come si è adattato il corpo.

· 4 min di lettura · Di Alberto Lorente

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La notte del cambio dell’ora abbiamo dormito 26 minuti in meno di un sabato normale

Un’ora in più… e 26 minuti di sonno in meno

Domenica 25 ottobre abbiamo messo indietro le lancette e, in teoria, guadagnato 60 minuti di sonno. Che ne abbiamo fatto davvero di quel regalo? Un’analisi DuckDik di 21.941 notti di 1.569 persone in Spagna, Italia, Francia, Germania e Portogallo, tra il 10 ottobre e il 1º novembre 2026, dà una risposta poco intuitiva: la notte del cambio abbiamo dormito 26 minuti in meno di un sabato normale.

In Italia ci sono volute circa quattro notti per tornare agli orari abituali — un po’ più della Spagna, che ci ha messo tre.

La notte del cambio, senza il bonus di 60 minuti

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25, chi indossa il braccialetto DuckDik Sense si è coricato più o meno all’ora di sempre: intorno alle 00:34. Se avesse sfruttato l’ora in più, avrebbe dormito di più. Invece si è svegliato prima del previsto, con una media di 7 ore e 27 minuti di sonno, contro le 7 ore e 53 minuti di un sabato tipico.

Il confronto riguarda 777 persone con dati quella notte e nei sabati precedenti, ciascuna misurata rispetto alle proprie abitudini. Il riposo è risultato anche un po’ più frammentato:

  • Le notti sotto le sette ore sono passate dal 27 % al 39 %.
  • I risvegli notturni sono saliti da 1,5 a 1,7 per notte.
  • Il tempo sveglio durante la notte è passato da 18 a 22 minuti.

In sintesi: ci hanno dato un’ora e, in media, non l’abbiamo investita nel sonno.

Il lunedì, quasi come se non fosse successo nulla

Ciò che colpisce è quanto in fretta torna il sonno «ufficiale». Il lunedì 26 la durata media è stata di 7 ore e 13 minuti, solo quattro minuti sotto l’abituale. La gente si è coricata cinque minuti prima e alzata otto minuti prima, secondo la nuova ora.

In altre parole: abbiamo adattato le routine all’orologio in un giorno. Il corpo, invece, stava ancora recuperando.

La settimana lavorativa non ha perso sonno accumulato

Nei giorni seguenti, molti utenti hanno continuato ad andare a letto e a svegliarsi un po’ prima del solito. Lo scarto si è ridotto gradualmente. Ma un dato conta: sull’insieme della settimana lavorativa la durata media è stata di 7 ore e 17 minuti, uguale al periodo di riferimento. Nessun debito di sonno accumulato. Il cambio ha spostato soprattutto gli orari, non il totale di riposo.

La Spagna si adatta prima; la Germania ci mette di più

La tendenza generale era simile, ma il ritorno alla normalità non era uguale ovunque:

  • In Spagna, l’ora abituale di risveglio è tornata in circa tre notti, anche se per parte della settimana ci si è coricati ancora una decina di minuti prima.
  • L’Italia ha avuto bisogno di circa quattro notti.
  • La Germania ha mostrato l’adattamento più lungo: svegliarsi circa dodici minuti prima per tutta la settimana e dormire, in media, sei minuti in meno.
  • In Francia gli orari sono cambiati a malapena.
  • In Portogallo, la gente tendeva a coricarsi prima e a dormire circa nove minuti in più.

Mattinieri e nottambuli non reagiscono allo stesso modo

I mattinieri erano quasi recuperati già lunedì, con scarti di uno o due minuti rispetto al loro schema. I nottambuli, invece, hanno trascinato un piccolo sfasamento tutta la settimana: a letto circa otto minuti prima e svegli circa sei minuti prima. Entrambi i gruppi, però, hanno perso una quantità simile di sonno la notte del cambio.

«Il cambio dell’ora ci ha regalato un’ora in più, ma non l’abbiamo usata per dormire. La cosa più sorprendente è che, anche se regoliamo l’orologio in una notte, il nostro corpo ha bisogno di diversi giorni per adattarsi. E tutto questo avviene praticamente senza che ce ne accorgiamo», spiega Alberto Lorente, cofondatore e CEO di DuckDik.

Come è stato misurato

Lo studio è osservazionale: 21.941 notti di 1.569 utenti DuckDik Sense in ES, IT, FR, DE e PT, dal 10 ottobre al 1º novembre 2026. Ogni persona è stata confrontata con le proprie abitudini precedenti, in notti equivalenti della settimana. Sono stati esclusi i registri incompleti o incoerenti e corretto il salto d’ora di mezzanotte. I risultati descrivono questo campione, non necessariamente l’intera popolazione europea.

Il comunicato completo, con la tabella per paese e la metodologia, è nella sala stampa DuckDik.

Alberto Lorente

Domande frequenti

Abbiamo dormito di più la notte del cambio dell’ora di ottobre 2026?

No. Secondo l’analisi DuckDik, quella notte abbiamo dormito in media 26 minuti in meno di un sabato normale: 7 h 27 contro 7 h 53.

Quanto ci vuole per adattarsi all’ora solare?

Diversi giorni. La Spagna ha recuperato l’ora di risveglio in circa tre notti; l’Italia in circa quattro; la Germania ha impiegato di più.

C’è stata una perdita di sonno accumulata nella settimana lavorativa?

No. La durata media della settimana lavorativa è stata di 7 h 17, uguale al periodo di riferimento.

Chi si adatta prima, mattinieri o nottambuli?

I mattinieri erano quasi recuperati già lunedì. I nottambuli hanno tenuto un piccolo sfasamento tutta la settimana.

DuckDik è un prodotto per il benessere. Non è un dispositivo medico, non diagnostica e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. In caso di sintomi, consulta il tuo medico.

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